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venerdì 6 marzo 2015
Madrid con Thinglink
giovedì 5 febbraio 2015
SPAGNA
FATTO DA GIUSEPPE FITIM E DANIELE
Spagna e Portogallo con poster my wall
giovedì 22 gennaio 2015
Personaggi celebri: Spagna - Carlo V
CARLO V
è nato nel 1500, era figlio di Filippo il Bello d'Asburgo e di Giovanna di Castiglia e d'Aragona, detta "la Pazza". Il 21 ottobre 1496, Massimiliano I d'Asburgo fece in modo che il proprio figlio Filippo prendesse in moglie Giovanna di Castiglia. I due si trasferirono a Bruxelles e il 24 febbraio 1500, nacque Carlo.Carlo sarebbe divenuto in breve tempo il sovrano più potente del mondo. Con la morte della Regina Isabella, madre di Carlo, divenne l'erede di tutti i beni di Castiglia e ne divenne, un erede potenziale. Egli passò tutta la sua vita a combattere e a conquistare terre. L'8 settembre Carlo partì da Flessinga con quaranta navi per arrivare sulle coste spagnole: il viaggio durò 10 giorni.
Morì il 21 settembre 1558, probabilmente di malaria, dopo tre settimane di agonia. Le cronache riferirono che, Carlo, stringendo al petto un crocefisso abbia esclamato: "Ya, voy, Señor". Dopo una breve pausa, urlando, si dice che abbia esclamato ancora: "¡Ay Jesus!" ed esalò l'ultimo respiro.
mercoledì 5 novembre 2014
La Spagna in cucina: Gamberi alla catalana
La ricetta dei gamberi alla catalana è una delle ricette semplici che potete preparare per degli antipasti veloci a base di crostacei e tante spezie, come la paprika, il peperoncino e il pepe nero. In Catalogna questo piatto viene servito nei ristoranti anche con versioni più ricche che prevedono scalogno tritato e fettine di peperoni da aggiungere al soffritto prima di terminare la cottura di gamberi, ma io ho scelto di condividere con voi la ricetta base più semplice e saporita. Se amate molto l’aglio potete anche aggiungere qualche spicchio in più, ed inoltre usare gamberetti ogamberoni, se ve li trovate già in dispensa.
Ingredienti per la ricetta dei gamberi alla catalana (dosi per 4 persone)
Filippo Rocchi
Marika Tumminia
La Spagna e le sue lingue
La Spagna (in spagnolo España), ufficialmente Regno di
Spagna (in spagnolo Reino de España), è uno stato democratico, membro
dell’Unione Europea dal 1º gennaio 1986 e della NATO dal 1982.
È
organizzato sotto forma di monarchia parlamentare. Situato nell’Europa
sud-occidentale, insieme con il Portogallo, Andorra e Gibilterra, forma la
Penisola Iberica.
Dal 1561, eccetto che per un breve periodo tra il 1601 e il
1606, la capitale è Madrid, che, con più di 3 milioni di abitanti (circa 6
milioni nell’area metropolitana), è anche la città più popolosa.
La lingua
ufficiale dello Stato è il castigliano, chiamato comunemente spagnolo. Sono
parlati, inoltre, il catalano e sue varietà (fra cui il valenziano), l'aranese,
un dialetto guascone (varietà dell’occitano) in una valle della Catalogna, il
galiziano e il basco, che godono tutti di uno status di coufficialità,
garantito dalla costituzione spagnola e/o dalle legislazioni autonomiche nei
rispettivi territori di diffusione. Anche il leonese e l’aragonese pur non
godendo in León eAragona di un regime di coufficialità con il castigliano,
sono oggetto di una particolare protezione da parte delle autorità locali.
Altre lingue parlate nel paese non hanno riconoscimento ufficiale.
Filippo Rocchi e
Marika Tumminia
mercoledì 15 ottobre 2014
LA SPAGNA IN CUCINA: La Paella
INGREDIENTI:
600 gr riso calasparra o bomba
6/8 gamberi
6/8 scampi
2 seppie
2 calamari grandi
cozze e vongole a piacere (penso di averne usato un 600gr in totale)
una bella manciata di piselli
due peperoni rossi
zafferano
Pimentón un pizzico
olio, aglio, gambi di prezzemolo
brodetto di pesce (per 600 gr di riso almeno 1,5 litri)
sale se occorre
Per la salsa alioli:
3 spicchi d'aglio
1 tuorlo d'uovo
200 gr di olio extra vergine d'oliva
1/2 limone
6/8 gamberi
6/8 scampi
2 seppie
2 calamari grandi
cozze e vongole a piacere (penso di averne usato un 600gr in totale)
una bella manciata di piselli
due peperoni rossi
zafferano
Pimentón un pizzico
olio, aglio, gambi di prezzemolo
brodetto di pesce (per 600 gr di riso almeno 1,5 litri)
sale se occorre
Per la salsa alioli:
3 spicchi d'aglio
1 tuorlo d'uovo
200 gr di olio extra vergine d'oliva
1/2 limone
PREPARAZIONE:
Laviamo i gamberi e priviamoli del budello, stessa cosa per gli scampi.
Versiamo nella paellera quattro cucchiai di olio, uno spicchio di aglio e dei gambi di prezzemolo e facciamo rosolare per un paio di minuti prima i gamberi e poi gli scampi.
Mettiamoli da parte coperti.
Tagliamo le seppie e i calamari a dadi e poniamoli nella paellera.
Copriamo e dopo cinque minuti aggiungiamo i piselli e i peperoni tagliati a cubetti. Intanto, in un'altra padella, facciamo aprire delle cozze e le vongole.
Filtriamo il liquido di cottura e aggiungiamolo al brodo di pesce. Mettiamo nella paella il brodo di pesce, profumiamolo con il pimentos e lo zafferano, al bollore versiamo il riso cercando di distribuirlo uniformemente su tutta la superficie della padella.
Solo in questo momento possiamo eventualmente pareggiarlo con un cucchiaio di legno, dopo non bisogna più girarlo ma " smuoverlo" aiutandosi con le impugnature laterali della paellera.
Dopo una quindicina di minuti sistemiamo sul riso i gamberi, gli scampi e il resto del pesce. Lasciamo cuocere il riso senza mescolarlo mai!
Quando il riso è quasi cotto sistemiamo i mezzi gusci pieni delle cozze, in piedi.
Spegniamo il fuoco e sistemiamo sulla paella un foglio di carta forno o giornale bagnato e strizzato sulla paella, avendo cura di non toccare il riso.
Questo serve ad asciugare la paella anche in superficie. Se si copre semplicemente con un coperchio resterò molto più bagnata.
Teniamola così per 5 minuti Serviamola con spicchi di limone e la salsa all'aglio
Versiamo nella paellera quattro cucchiai di olio, uno spicchio di aglio e dei gambi di prezzemolo e facciamo rosolare per un paio di minuti prima i gamberi e poi gli scampi.
Mettiamoli da parte coperti.
Tagliamo le seppie e i calamari a dadi e poniamoli nella paellera.
Copriamo e dopo cinque minuti aggiungiamo i piselli e i peperoni tagliati a cubetti. Intanto, in un'altra padella, facciamo aprire delle cozze e le vongole.
Filtriamo il liquido di cottura e aggiungiamolo al brodo di pesce. Mettiamo nella paella il brodo di pesce, profumiamolo con il pimentos e lo zafferano, al bollore versiamo il riso cercando di distribuirlo uniformemente su tutta la superficie della padella.
Solo in questo momento possiamo eventualmente pareggiarlo con un cucchiaio di legno, dopo non bisogna più girarlo ma " smuoverlo" aiutandosi con le impugnature laterali della paellera.
Dopo una quindicina di minuti sistemiamo sul riso i gamberi, gli scampi e il resto del pesce. Lasciamo cuocere il riso senza mescolarlo mai!
Quando il riso è quasi cotto sistemiamo i mezzi gusci pieni delle cozze, in piedi.
Spegniamo il fuoco e sistemiamo sulla paella un foglio di carta forno o giornale bagnato e strizzato sulla paella, avendo cura di non toccare il riso.
Questo serve ad asciugare la paella anche in superficie. Se si copre semplicemente con un coperchio resterò molto più bagnata.
Teniamola così per 5 minuti Serviamola con spicchi di limone e la salsa all'aglio
Amra Asanoska, Margherita Baldisserotto, Sofia Bortone, Letizia Grasso
la Spagna in cucina: Tapas
INGREDIENTI:
2 limoni
agrumi a fette
2 cucchiai di zucchero
1/2 bicchiere di brandy
bottiglia di vino rosso
alcuni cubetti di ghiaccio
PREPARAZIONE:
1.lavate accuratamente 2 limoni e un'arancia a scorza spessa, senza conservanti
2. tagliate gli agrumi a fette, buccia compresa, e mettetele sul fondo di una caraffa
3. spolverizzatele con 2 cucchiai di zucchero e bagnatele con 1/2 bicchiere di brandy
4. tenete in frigorifero almeno un'ora
5. versate nella caraffa una bottiglia di vino rosso freddo, unite qualche cubetto di ghiaccio e mescolate Attenzione! L'abbinamento di vino freddo, brandy e agrumi è delizioso, ma fa girare la testa.

Margherita Baldisserotto, Amra Asanoska, Sofia Bortone, Letizia Grasso
2 limoni
agrumi a fette
2 cucchiai di zucchero
1/2 bicchiere di brandy
bottiglia di vino rosso
alcuni cubetti di ghiaccio
PREPARAZIONE:
1.lavate accuratamente 2 limoni e un'arancia a scorza spessa, senza conservanti
2. tagliate gli agrumi a fette, buccia compresa, e mettetele sul fondo di una caraffa
3. spolverizzatele con 2 cucchiai di zucchero e bagnatele con 1/2 bicchiere di brandy
4. tenete in frigorifero almeno un'ora
5. versate nella caraffa una bottiglia di vino rosso freddo, unite qualche cubetto di ghiaccio e mescolate Attenzione! L'abbinamento di vino freddo, brandy e agrumi è delizioso, ma fa girare la testa.
Margherita Baldisserotto, Amra Asanoska, Sofia Bortone, Letizia Grasso
giovedì 9 ottobre 2014
SPAGNA
LINGUA: spagnolo (neolatino)
ASPETTO FISICO: monti- Pirenei, Sistema Iberico, Sistema Centrale, Cordigliera Betica. fiumi-
Ebro, Tago, Duero,Guadiana, Guadalquivir. pianure-Alto piano del Meseta e Andalusia.
AGRICOLTURA: ortaggi, agrumi, ulivi, alberi da frutto, viti e tabacco
INDUSTRIA: raffinerie di pertolio, alimentare, chimiche e tessile..
TERZIARIO: turismo, sistema bancario e servizi
FORMA DI GOVERNO: monarchia costituzionale
UE: sì
SME: sì
Letizia Grasso,Amra Asanoska,Sofia Bortone,Margherita Baldisserotto
mercoledì 24 settembre 2014
I Super geografici: Madrid
Madrid
Madrid è la capitale e la città più grande della Spagna .
Secondo una leggenda la città sarebbe stata fondata dal
mitico re etrusco Ocno (detto anche Bianore), con il nome di Metragirta o
Mantua Carpetana.
Puerta del Sol a Madrid. La statua dello scultore Antonio
Navarro Santa Fe è sempre stata in Puerta del Sol
Altri sostengono che il nome originale della città era
"Ursaria" ("terra degli orsi" in latino), a causa
dell'elevato numero di questi animali che sono stati trovati nell'adiacente
foresta, che, insieme con il corbezzolo(Madroño in spagnolo), sono l'emblema
della città dal Medioevo.
Il nome registrato più antico della città è Magerit, che
deriva dal nome di una fortezza costruita sul fiume Manzanarre, nel IX secolo,
e significa "Luogo di abbondante acqua..." Se la forma è corretta,
potrebbe essere un toponimo celtico da "Ritu" (guado) e un primo
elemento, forse "Mageto", derivazione di "Magos"
("campo" in irlandese, ma anche "luogo" in bretone), o
"Matu" (orso), che potrebbe spiegare la traduzione latina
"Ursaria".
Tuttavia, è ormai diffusa la credenza che l'origine del nome
attuale della città risalga al II secolo a.C., periodo in cui l'Impero romano
si stabilì con un insediamento sulle rive del fiume Manzanarre. Il nome dato a
questo primo villaggio era "Matrice" (con riferimento al fiume che
attraversava l'insediamento). Nel corso del V secolo d.C. la penisola iberica
subì l'invasione dei visigoti che presero il controllo di "Matrice".
Nel VII secolo gli arabi cambiarono il nome da "Mayrit", dal termine
arabo ميرا
"Mayra" (acqua come "albero" o "datore di vita")
e il suffisso ibero-romano "it" che significa "luogo". Il
moderno nome "Madrid" è l'evoluzione del mozarabico
"Matrit". La popolazione della città è di circa 3,2 milioni di
abitanti, ma la popolazione dell' area metropolitana è calcolata in quasi 6,5
milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell'Unione Europea, dopo
Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la sesta più popolosa d'Europa
dopo Mosca, Istanbul, Londra, la Ruhr e Parigi.
L'area comunale si estende su un totale di 698 km².
Arianna Berti, Alice Barnaba, Giacomo Bellini, Ramis Neziri
I FANTASTICI 4 - A IBIZA
Ibiza (Eivissa in catalano, Invisa in italiano) è un comune
spagnolo di 48.684 abitanti situato nella comunità autonoma delle Baleari.
Capoluogo dell'isola omonima e sede vescovile, è una bianca cittadina situata
sui fianchi di una collina.
L'economia è essenzialmente incentrata sul turismo che,
seppur fiorente, porta con sé anche diversi problemi legati ad uno sfruttamento
forse esasperato, con conseguente sovraffollamento, speculazioni edilizie,
danni all'ambiente, ed anche un mancato sviluppo di altre possibili attività
fonti di reddito.
LA STORIA DI IBIZA
Fondata dai cartaginesi col nome di Ebusa nel VII secolo
A.c. Araba dal 901 al 1235 col nome di
Yabisah.
Dagli anni sessanta del secolo scorso fu scelta come sede
estiva di buona parte della gioventù ricca d'Europa e ciò innescò la crescita
del turismo di massa che identifica Ibiza come centro ideale nel quale
trascorrere notti sfrenate e trasgressive.
La parte antica della città è conosciuta come Dalt Vila
(‘ciudad alta’). L'area medievale di Dalt Vila venne fortificata da Felipe II
per proteggere la città dagli attacchi dei pirati, visto che il triplo recinto
difensivo di origine araba non era sufficiente. Quest'opera architettonica
venne incaricata all'ingegnere italiano Giovanni Battista Calvi.
Questa fortificazione terminò alla fine del XVI secolo, si
tratta di uno dei recinti fortificati meglio conservati assieme a quello di
Cartagena de Indias ed è parte del patrimonio dell'umanità dal 1999.
Sono parlate due lingue ufficiali, il catalán e il
castellano. Vista la grande presenza di turisti sono molte le lingue parlate su
questo territorio e lo stesso vale per le tradizioni culturali e gastronomiche.
Ibiza divenne famosa a livello mondiale durante gli anni
'60, grazie al movimento hippy. Anche nei tempo moderni sopravvivono alcuni
colonie hippy sull'isola e sono presenti anche delle colonie del movimento
clubber.
L'isola continua ad essere una meta turistica molto rinomata per le
sue spiagge, il suo ambiente notturno, le sue discoteche alla moda, i suoi
negozi e moltissimi luoghi di interesse naturalistico.
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